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Come si fa il nodo alla cravatta

Di in Moda e costume on 16 aprile 2015

I nodi alla cravatta iniziarono a prendere piede agli inizi del secolo scorso quando, anche per praticare attività sportive, si usava indossare la cravatta. Proprio per trovare una soluzione quanto più pratica e duratura, i signorotti del tempo iniziarono ad inventare diversi tipi di nodi, di cui molti sono utilizzati tutt’oggi.

Con questo articolo v’illustreremo i passaggi principali per avere con grande semplicità un nodo alla cravatta perfetto, senza dover più richiedere l’aiuto della vostra consorte o, perché no, della mamma.

Spieghiamo innanzitutto che le due “strisce di tessuto” di larghezza differente di cui è costituita una cravatta prendono il nome di gamba (la più larga, che andrà sul davanti) e gambetta (più sottile).

  1. Solleviamo il collo della camicia e facciamo passare sotto la cravatta.
  2. Incrociamo all’altezza del collo la gamba sulla gambetta.
  3. Portiamo dapprima la gamba dietro la gambetta, poi di nuovo davanti, quasi a formare una piccola spirale.
  4. Riportiamo ora la gamba indietro e a questo punto verso l’alto, facendola passare all’interno dell’anello grande che circonda il nostro collo.
  5. Portando la gamba verso il basso, la infiliamo nell’anellino che abbiamo formato sul davanti, quando nel punto 2 abbiamo fatto quella “piccola spirale”.
  6. Aggiustiamo la lunghezza della cravatta tirando la gambetta e infine tiriamo su il nodo verso il nostro collo.

Quello che abbiamo illustrato è il cosiddetto “nodo semplice”. Sono diffuse anche molte altre tipologie di nodo, adatte ai più svariati scopi e situazioni. Famosissimo è il Nodo Windsor, la cui realizzazione è piuttosto laboriosa, definito il nodo delle grandi occasioni in quanto molto elegante. Un po’ inglese, come il duca che lo ha inventato e da cui prende il nome. Molto utilizzati sono anche il nodo doppio (molto simile al semplice ma più spesso) ed il nodo piccolo, che va molto d’accordo con le cravatte spesse o camicie a collo sottile.

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