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Come fare root Android

Di in Tecnologia on 23 settembre 2016

Come si fa il root su Android? Nel momento in cui si esegue questa operazione, si aumenta la libertà di azione rispetto al dispositivo che si sta utilizzando: per esempio, si acquisisce la possibilità di intervenire sui file del sistema operativo, di alterare i parametri hardware dello smartphone, di migliorare le prestazioni del telefono e di usare applicazioni che di solito non potrebbero essere impiegate, come quelle che consentono di controllare il device a distanza. Occorre sapere che si tratta di una procedura legale, che tuttavia può invalidare la garanzia del telefono: per verificarlo è necessario controllare la policy della casa produttrice del telefono.

Per fare il root su Android, e quindi sbloccare il proprio dispositivo, è essenziale il backup: la prima volta che viene eseguito il root, è indispensabile che il bootloader venga sbloccato. Questo intervento fa sì che tutti i dati contenuti nella memoria vengano cancellati: ecco perché i vari file, dai video alle foto, presenti sullo smartphone dovrebbero essere salvati su un altro supporto prima di procedere. Per connettere al computer un dispositivo Android – operazione essenziale per il root – è necessario che sul computer stesso siano installati i driver del device: per esempio, c’è bisogno di Motorola Device Manager per un telefono Motorola, di Samsung Smart Switch per un telefono Samsung, e così via.

Lo sblocco del bootloader è il passaggio preliminare per l’esecuzione del root: Motorola e Sony mettono a disposizione degli utenti gli strumenti che servono per questa fase, ma non tutti i produttori forniscono le istruzioni. In generale, occorre connettere al computer il telefono in modalità fastboot, per poi individuare il codice identificativo del device all’interno del Prompt dei comandi: tale codice va inserito sul sito del produttore, che quindi genera il codice per lo sblocco del bootloader.

In seguito, una volta che il bootloader è stato sbloccato, si installa sul telefono una recovery personalizzata, grazie alla quale si ha la possibilità di caricare le ROM di Android usufruendo di privilegi da amministratore sbloccati. Quindi è opportuno procurarsi una ROM personalizzata, che andrà copiata direttamente sulla memoria o nella scheda SD dello smartphone: è un file di grandi dimensioni in formato ZIP. Adesso non resta altro da fare che riavviare il telefono per utilizzare Android nella sua versione sbloccata. Un suggerimento: meglio installare le app di Google che non fanno parte delle ROM personalizzate prima di usare il nuovo sistema, scaricando il pacchetto relativo da XDA Forum o da RootzWiki.

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