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Come emigrare in Canada

Di in Lavoro on 17 luglio 2014

L’Italia ormai è diventato un Paese che, a causa della crisi e delle sempre più sporadiche opportunità di lavoro offerte, sta stretto a molti. Non è raro fantasticare sulla possibilità di emigrare all’estero per consolidare e proseguire una brillante carriera lavorativa o per resettare tutto e ripartire da zero in uno Stato che offra maggiori garanzie e prospettive ai propri cittadini e ai visitatori.

Ma quali Stati possono realmente offrire tali sicurezze da tentare il grande salto? Uno di questi è sicuramente il Canada, un Paese spesso poco considerato nell’immaginario collettivo, che offre non soltanto luoghi meravigliosi da visitare ma anche tante opportunità concrete di lavoro e formazione che possono valere il trasferimento. A sostegno di ciò, negli ultimi anni, 2 delle principali città canadesi, Toronto e Vancouver, sono state stabilmente inserite tra le 10 città più vivibili del mondo evidenziando come in questa nazione sia possibile ottenere una qualità della vita ben più alta della media mondiale.

Se la decisione di espatriare verso il Canada, per soddisfare i propri obiettivi, è stata presa, prima di fare i bagagli e partire è importante mettere a punto una serie di attività per evitare brutte sorprese e far sì che l’esperienza vada a buon fine.

Informarsi al meglio prima di partire per il Canada: cosa sapere

E’ necessario innanzitutto informarsi approfonditamente su tutti gli aspetti, burocratici e non, con i quali doversi confrontare per emigrare in Canada. Dai permessi per entrare nello Stato, fino alle modalità di assistenza sanitaria, passando ovviamente per le opportunità lavorative disponibili sul territorio.

Per entrare nel Paese anglo-francese è sufficiente avere un passaporto in corso di validità, la cui scadenza non sia prossima, ovvero superiore a 6 mesi. Infatti la permanenza sul territorio è consentita, in modo standard, per un periodo non più lungo di 3 mesi, estendibile fino a 6 su richiesta alle autorità locali.
Ciò garantirà, però, esclusivamente la presenza a fini turistici nel Paese e non consentirà la possibilità di intraprendere un eventuale lavoro.
Per chi fosse interessato ad iniziare un percorso professionale in Canada, prima di partire, è necessario effettuare la traduzione asseverata dei titoli di studio: questa pratica consiste sostanzialmente in una dichiarazione di autenticità della traduzione dei documenti che attestano il percorso didattico al fine di certificare la corrispondenza esatta del testo tradotto rispetto all’originale. E’ sufficiente recarsi presso il Giudice di Pace o presso un funzionario del Tribunale cittadino e firmare la dichiarazione, assumendosi la responsabilità civile e penale. In questo modo i titoli di studio avranno validità anche in Canada, e così sarà più semplice trovare l’impiego desiderato.

Per garantirsi la permanenza a fini lavorativi nella nazione della foglia d’acero è necessario, inoltre, trovare un datore di lavoro che faccia da garante e sia disposto a farsi carico della gestione dell’intera macchina burocratica. Tuttavia ciò non è sufficiente: infatti per lavorare in modo legale nel territorio canadese è obbligatorio possedere anche la carta di Assicurazione Sociale, a cui viene assegnato un numero personale univoco.
Esistono tuttavia delle categorie professionali considerate prioritarie per lo sviluppo economico e sociale canadese come ad esempio gli operatori nel settore medico, ingegneristico ed industriale. Per queste categorie di lavoratori l’ingresso nella nazione è agevolato e non richiede il completamento dell’intero iter burocratico previsto dallo Human Resources and Skills Development.

Dal punto di vista sanitario, infine, il Canada garantisce assistenza gratuita a coloro che possiedono la Permanent Resident Card: per ottenerla il percorso è piuttosto tortuoso e legato alla presentazione di una folta documentazione che sarà valutata con cura dalle autorità come il Consolato o l’Ambasciata.

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