Come realizzare edifici a prova di sisma

Di in Lavoro on 10 settembre 2018

Mettere in sicurezza gli edifici è la priorità

I tragici terremoti che negli anni scorsi hanno messo in ginocchio il Centro Italia hanno portato definitivamente alla luce una delle tante criticità del Paese: l’assoluta vulnerabilità del Paese dinanzi ad un evento imprevedibile come il sisma. La conta delle vittime e degli edifici crollati ha evidenziato, cioè, quanto fondamentale sia procedere all’adeguamento sismico delle costruzioni che insistono sul territorio italiano e che non sono propriamente a norma. L’obiettivo di questo genere di interventi è sostanzialmente uno: contenere i danni che un terremoto è potenzialmente in grado di causare, rendendo più sicure le strutture vetuste ed evitando, così, ripercussioni sulle persone che si trovano all’interno delle stesse mentre il sisma esplode in tutta la sua violenza.

Le norme in materia di sicurezza degli edifici

Le procedure in materia di adeguamento sismico degli edifici esistenti sono regolate dal decreto ministeriale del 14 gennaio 2008: l’NTC08 contiene, come suggerisce l’acronimo, tutte le norme tecniche che vengono imposte ai proprietari di edifici vetusti riguardo le verifiche sismiche delle costruzioni in loro possesso. Gli interventi contemplati da questo documento, tutti regolarmente effettuati dall’azienda Fermeccanica, sono tre: si può procedere a un semplice adeguamento della struttura, per conseguire i livelli di sicurezza previsti dal decreto ministeriale, oppure si possono pianificare interventi di miglioramento che rendano l’edificio sicuro seppur non corrispondente ai livelli richiesti dalle NTC. Il proprietario può optare, infine, per interventi locali o riparazioni da commissionare a Fermeccanica srl, indi
cate nel caso in cui l’edificio non abbia bisogno di un adeguamento totale ma solo parziale.

Quando i lavori si rendono necessari

La valutazione sismica non è tuttavia obbligatoria. È raccomandata in generale, ma per la verità è necessaria solo ed esclusivamente nei tre casi specificati dal NTC: quando, cioè, si procede a un ampliamento oppure ad una sopraelevazione, quando la struttura è soggetta a variazioni di destinazioni d’uso e di classe, oppure quando si mettono in atto degli interventi strutturali che stravolgono completamente l’organismo edilizio. Si tratta in ogni caso di norme elaborate almeno un decennio fa, quando ancora il centro Italia non era stato parzialmente raso al suolo dal terribile sisma dell’agosto 2016. Da allora il Consiglio Superiore dei Lavori pubblici si è messo all’opera per aggiornare rinnovare le norme del 2008. La bozza è ancora in fase di valutazione, ma stando a quanto trapelato contiene criteri totalmente differenti per gli edifici nuovi e per quelli g
ià esistenti: una variazione che si è resa necessaria, se si considera che applicare le moderne norme antisismiche ad una struttura antiquata comporterebbe degli obblighi di spesa decisamente onerosi che non tutti gli italiani sono purtroppo in grado di sostenere.

Gli interventi primari di tipo antisismico

Entrando nel merito dell’adeguamento sismico degli edifici già esistenti, è bene sottolineare che il consolidamento delle murature, laddove ci si trovi in balia di costruzioni particolarmente instabili, è il più urgente, perché permette di rinforzare l’intera struttura e di recuperarla se possibile. Questo genere di lavoro è necessario ad esempio in presenza di solai o ampliamenti non adeguatamente provvisti di rinforzi e sostegni. Sarà cura dei carpentieri in forza all’azienda occuparsi di questi interventi, tutti ampiamente illustrati sull’apposita pagina del sito internet Fermeccanica.it.

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